CREMONA - E’ il calcio d’inizio, («kick-off») come l’ha chiamato Assindustria Cremona, promotore e sponsor dell’iniziativa. In gioco, per restare nella metafora calcistica, ci sono il rilancio e il futuro del territorio.

BUZZELLA: «VISIONE DI LUNGO TERMINE PER CAPIRE DOVE ANDARE»
«L’incontro di oggi - spiega a L’Inviato Quotidiano il presidente di Confindustria Francesco Buzzella - nasce dall’esigenza che abbiamo sentito come associazione industriali di dotare il territorio di una visione chiara, comune, a lungo termine. Ci siamo affidati allo Studio Ambrosetti, primo player internazionale nella redazione di ‘masterplan’ territoriali. Non si sovrappone al tavolo della competitività, che serve a decidere come remare. La visione a lungo termine ci mostra piuttosto dove andare. E' essenziale se vogliamo muoverci in modo coordinato». 

UN ANNO DI LAVORO CON CATEGORIE ECONOMICHE, ISTITUZIONI E UNIVERSITA’ 
Per questo, lunedì 14 maggio in Sala Maffei, nel primo passaggio pubblico della partita, un percorso che durerà quasi un anno e porterà alla redazione del masterplan entro l’inizio del 2019, è stato fondamentale coinvolgere tutti i ‘giocatori’. «Il progetto è sostenuto e finanziato dagli industriali ma deve diventare patrimonio di tutti», sottolinea Buzzella rivolgendosi ad una platea composta dai principali stakeholder territoriali, rappresentanti politici e istituzionali nazionali, regionali e locali, associazioni di categoria, sindacati e mondo dell’università. Un concetto ribadito nel saluto anche da Gian Domenico Auricchio, ricordando il pieno sostegno della «Camera di Commercio con il mandato unanime delle categorie economiche». 

Questo lavoro corale prevede diversi passaggi (a partire dalla survey con le interviste ai diversi attori locali, eventi e una corposa campagna di comunicazione web) e prende il via sotto il nome di «Masterplan 3C», come sintetizza il titolo provvisorio scelto dallo Studio Ambrosetti, primo think tank privato italiano e tra i dieci più importanti d’Europa, incaricato della redazione.



«L’obiettivo è guardare a come potrà evolvere la provincia di Cremona nei prossimi 25 anni - spiega parlando con L’Inviato Lorenzo Tavazzi, responsabile Area Scenari e intelligence Studio Ambrosetti - soprattutto in relazione ad un contesto più ampio e in continuo mutamento tecnologico, economico e sociale. Vogliamo valorizzare gli asset competitivi in una logica di forte innovazione, una visione di lungo periodo che dovrà diventare un piano d’azione, attuabile fin da subito». 

Non si tratta di uno studio economico, «ce ne sono già tanti», precisa Tavazzi, ma di una «riflessione strategico strutturale» che sarà condivisa nei vari passaggi con gli attori del territorio, «gli elementi fondanti di qualsiasi strategia competitiva». 

«MASTERPLAN 3C: CRESCITA, COMPETITIVITÀ, COINVOLGIMENTO»
Nelle «3C» che declinano il nome, come svelato da Tavazzi nella presentazione, ci sono gli «elementi ispiratori» del masterplan: le «C» del territorio «Cremona, Crema, Casalmaggiore», quelle degli obiettivi, «crescita, competitività, coinvolgimento» e gli strumenti, «creatività, cambiamento, comunicazione». 

INDICATORI PROVINCIALI SOTTO LA MEDIA REGIONALE
Si incomincia dagli interrogativi su come immaginiamo il territorio nel medio e lungo termine, quali gli ambiti di eccellenza e le priorità per aumentarne l’attrattività, avendo ben presente i dati di partenza, sintetizzati dalle slide proiettate dal rappresentante Ambrosetti, che evidenziano anzitutto i punti di debolezza, come il «calo superiore alla media lombarda» vissuto dalla provincia di Cremona dopo la tempesta finanziaria del 2009, che ha acuito il gap del reddito pro capite, o la crescita pari ad un quarto di quella regionale, che ha portato «un Pil potenziale non creato stimato in quattro miliardi e mezzo di euro». Eloquente anche il «word cloud» delle parole più collegate a Cremona sul web, dove è molto evidente l’occorrenza di termini come «violini» e «liuteria» mentre sono meno percepite le parole legate alla manifattura e alla produzione industriale (ad esempio l’agroalimentare). 

Sviluppare un territorio significa offrire risposte concrete a cinque domande, chiosa Tavazzi. Perché un’impresa dovrebbe insediarsi o rimanere in provincia di Cremona? Discorso analogo per l’attrattività verso famiglie, talenti e turisti. 



LE COMPETENZE STRATEGICHE: MUSICA, COSMESI, ARGOALIMENTARE
I punti di forza ci sono, una primissima ricognizione indica «musica, cosmesi e agroalimentare». Perché il tutto si metta però in movimento con efficacia, alla fine le «competenze strategiche» individuate dovranno essere poche, tre massimo cinque, come dimostrano i ‘casi di scuola’ di centri urbani che fino ad oggi si sono affidati a importanti ed efficaci masterplan, non solo metropoli come Londra (che ha un ’piano’ di 535 pagine (!) e scommette su finanza, istruzione e tecnologie digitali) o New York (che punta a diventare la realtà urbana più resiliente e sostenibile del mondo), o ancora città più 'piccole' come Baltimora negli States o Reggio Emilia in Italia, un caso, quest’ultimo, curato proprio da Ambrosetti, che ha suggerito di passare con successo «dal modello emiliano al modello reggiano». 

«AMBIZIONE, VELOCITÀ, VOLONTÀ DI OSARE E GIOCO DI SQUADRA»
La road map: tra ottobre e novembre arriverà la bozza del masterplan, da presentare ufficialmente all’inizio 2019 e partire subito con «l’execution». Il piano di azione dovrà guadagnare «vantaggi competitivi», «ridurre gap coi territori» e rimuovere le «patologie». Quattro le parole chiave consegnate agli attori: ambizione, velocità, volontà di osare e gioco di squadra. 

CONFRONTO IN SALA MAFFEI: GLI INTERVENTI
Termini richiamati anche nel primo confronto tra gli stakeholder dopo l’illustrazione metodologica fatta da Ambrosetti. Tutti gli interlocutori, con accenti diversi, applaudono all’iniziativa. Se il sottosegretario Luciano Pizzetti «osserva che occorre passare dall’idea di castello all’idea di mondo, andando oltre gli steccati territoriali», coinvolgendo Regione Lombardia e facendo vero gioco di squadra «non come sta avvenendo per la fiera», il consigliere regionale Pd Matteo Piloni sottolinea che l’assenza di un «rappresentante locale nella giunta regionale» può essere compensata proprio da un lavoro condiviso tra i consiglieri dei diversi schieramenti. 

D’accordo con l’indicazione di Pizzetti di «superare le divisioni attuali» sulla fiera anche il leghista Federico Lena, mentre la parlamentare del Carroccio Silvana Comaroli «nota anche un andamento anti ciclico del Pil di Cremona», un fatto da indagare e che lascia ben sperare per il futuro. 

Nel segno della concretezza gli interventi delle categorie economiche. Il vicepresidente di Assindustria Cremona con delega all’innovazione Corrado La Forgia richiama l’importanza del lungo periodo («in azienda se non so dove voglio essere tra 30 anni non so come investire nei prossimi cinque») e del fattore squadra («usciamo dalle rispettive zone di comfort, le nostre certezze su economia e politica mettendoci davvero in gioco»), Alessia Zucchi, responsabile della sezione Alimentare e dolciaria di Confindustria, ricorda la necessità di individuare «un’offerta sociale, un luogo dove famiglie vengono e si insediano», rimarcando come contribuiscano già le «tante imprese che esportano e raccontano il territorio». 

La «Libera associazione artigiani di Crema c’è, ma vorrebbe che il progetto - è l’appello del presidente Marco Bressanelli - fosse davvero condiviso e vi si riconoscessero tutte le parti del territorio, Cremonese, Cremasco e Casalsco». Il rappresentante di Apindustria Cremona Alberto Griffini ricorda che «gli imprenditori sono sul pezzo, ma servono risorse e, prima di tutto, condizioni» adatte dal sistema Paese.

Da bresciano, il presidente di Lgh Antonio Vivenzi è deciso a portare al tavolo la propria esperienza nei 18 Comuni della Franciacorta: all’epoca, spiega, «l’80% dei cittadini interpellati sapeva cos’è «il Franciacorta», il vino, pochissimi invece dove si trova «la Franciacorta». 

Tra i rappresentanti delle università, che salutano in modo positivo l’importanza attribuita alla ricerca nell’ottica di un aumento dell’attrattività territoriale, il prorettore del Politecnico Gianni Ferretti focalizza l’attenzione sull’agroalimentare «dove abbiamo una prateria sconfinata per fare innovazione» e porta l’esempio di Reggio Emilia che, «puntando sulla ricerca nell’automotive, ha attirato milioni di investimenti». 

Costruttivo l'approccio dei sindaci. Secondo Gianluca Galimberti (Cremona) occorre fotografare «le infrastrutture materiali e immateriali» che servono, puntare sulle relazioni internazionali e «unire tradizione e innovazione», per Stefania Bonaldi (Crema) è «bene che ci sia uno studio 4.0 del territorio con una strategia a lungo termine», mentre Gianni Rossoni conferma che «l’approccio corretto è quello di accantonare i campanilismi». 

«L’auspicio era che questa fosse una prima giornata di lavoro - conclude soddisfatto il numero uno di Confindustria Cremona Francesco Buzzella: abbiamo centrato l’obiettivo raccogliendo input importanti per il lavoro successivo. E’ fondamentale che il masteplan diventi un progetto di tutti».

 

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