CREMA – Pubblichiamo per intero l’intervento dell’avvocato Ermete Aiello in merito al risultato delle elezioni sul territorio cremasco e alla crisi del Pd che risulta il grande sconfitto dopo la prova delle urne. 

«Sto seguendo, sia pur con modesto interesse, i vari interventi e commenti presenti sui social sui recenti risultati elettorali da parte dei responsabili politici ed amministrativi del Pd e dei semplici iscritti o simpatizzanti, in gran parte ossequenti alle esternazioni dei capi. Rilevo in quasi tutti questi commenti un ineffabile alone di ipocrisia perché tutti adesso riscoprono la necessità di ritorno al popolo, alle vere esigenze della società, alle ingiustizie, al lavoro ed alla sua tutela, alle afflizioni di migliaia di italiani oltre la soglia di povertà, alla disoccupazione ed alle prospettive giovanili, agli errori di valutazione compiuti», così Ermete Aiello.

«Ma dove eravate voi, sì voi, che parlavate in nome del Pd, tesi solo a far digerire quanto vi veniva propinato dai vertici nazionali. Come rispondevate voi, sì voi, a chi cercava di far presente che era una realtà illusoria quella che proponevate, che bisognava cambiare tono e proposte, che bisognava capire meglio il malcontento sociale sempre più crescente. Vi beavate della vostra saccenteria, della vostra superiorità nel presumere di conoscere meglio degli altri i problemi della società e nel dare le soluzioni migliori. Cosa facevate mentre anche qui nella nostra comunità locale  i movimenti populisti aumentavano i consensi. E come avete reagito, come vi siete atteggiati nei confronti di chi dissentiva e manifestava incredulità e diffidenza per la vostra propaganda.  Ricordo bene le valutazioni ironiche, anche da un punto di vista semantico, nei confronti di Liberi e Uguali, iniziativa anch’essa fallita ma l’unica che avrebbe potuto ricucire le anime della sinistra. No, non  potete chiamarvi fuori e dare oggi consigli o indicazioni su come ci si deve comportare o su quella che è la strada migliore. Anche voi siete compartecipi dello sfacelo nel quale siete precipitati. E oggi vi rifugiate nel "dilemma" se appoggiare o meno un governo dei 5 Stelle,  senza ancora conoscere quale programma un tale governo intende proporre e quali eventuali proposte del Pd possano essere accettate. Qualche autorevole rappresentate locale ha scritto che bisogna farlo nell' interesse del paese. Ma anche voi qui avete considerato nell' interesse del paese scalmanarvi per il si allo stravolgimento della Costituzione ed avete considerato sempre nell' interesse del paese subire questa porcata di legge elettorale, senza nulla opporre anzi sostenendola perché così vi veniva chiesto».

«No, non potete chiamarvi fuori e dare indicazioni serie. Certo la crisi della sinistra arriva da lontano, attraversa l'Europa e se approda tardi in Italia è perché si sentono ancora i lontani influssi della presenza del  più forte partito comunista d'Europa. Mi auguro che tale declino possa non essere irreversibile, che il divorzio tra sinistra e popolo possa essere in qualche modo arginato ma senza dubbio occorre cambiare tono, mentalità e presupposti, occorre innovare progetti e proposte, occorre essere seriamente credibili. Certo è anche problema di uomini. E quando leggo le dichiarazioni dell'ex potente parlamentare cremonese, ripescato dall’annegamento, che "la battaglia delle idee va condotta con maggior rigore e vigore" mi chiedo se davvero il rinnovo della classe dirigente, dallo stesso  auspicato, rappresenti una ulteriore presa in giro per una breve e misera sopravvivenza. Ma per favore, fatevi da parte. O quantomeno, abbiate il pudore di tacere».

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