A caccia di oro nero. Petrolio, da Credera Rubbiano la trivella più grande del mondo. Le attrezzature per i pozzi costruite dalla Magadrill di Giuseppe Roderi: “Quando scavi, gli algoritmi non ti aiutano. Servono intuito ed esperienza”

Da sinistra Mauro e Giuseppe Roberi della Magadrill

Crema - “Quando cerchi il petrolio, non sai bene cosa succede. A quattromila metri di profondità, gli algoritmi non ti aiutano. Servono intuito e una buona dose di esperienza. Nel nostro lavoro la sensibilità umana gioca ancora un ruolo cruciale”. Ore di fatica, pronti a partire per una piattaforma in mezzo al mare, con tecnici al seguito verso i quattro angoli del pianeta.

E' fiero del suo lavoro Mauro Roderi, 42 anni. Gestisce la Magadrill con il padre Giuseppe, 62 anni, e il fratello Stefano, 40. Il cuore dell'azienda è a Credera Rubbiano. Vendita, noleggio e installazione di trivelle e scalpelli, attrezzature per i pozzi petroliferi. I fornitori sono internazionali. Hanno contratti in Canada, Stati Uniti, Francia e Scozia, mentre i principali clienti si trovano in Italia. Una nicchia di mercato grazie alla quale oggi la Magadrill fattura tra i due e i tre milioni di euro.

Mettersi in proprio negli anni Ottanta è stata una scelta coraggiosa: “I primi anni sono stati i più duri – ricorda Giuseppe Roderi – Mia moglie mi chiedeva: questo mese quanto hai guadagnato? Niente, rispondevo. E lei ribatteva allarmata: come niente? E' una donna forte, mi ha sempre sostenuto. Lo stesso vale per i miei due figli”.
Mauro Roderi è cresciuto in giro per il mondo. Ha trascorso l'infanzia tra Asia, Africa e Medio Oriente. “Io e mio fratello abbiamo imparato l'inglese ad Abu Dabi, il francese in Vietnam e Congo – rivela – Nostro padre ci ha voluto sempre con lui”.

Mente e fondatore dell'azienda, Giuseppe Roderi è un uomo tutto d'un pezzo. Prima di mettersi in proprio nel 1987, ha lavorato per 16 anni all'Eni. “Ho iniziato sulle piattaforme – racconta - Lì ho imparato il mestiere. Ma quando mi hanno trasferito a terra per lavorare due o tre anni all'estero, ho posto una sola condizione: la mia famiglia doveva venire con me”.

Il risultato: una famiglia unita, per i figli una formazione plurilingue (grazie alla scuola del ministero degli Esteri seguita dai figli negli anni Settanta), per Roderi anni esperienza maturata nei cinque continenti, insieme ad un bagaglio di conoscenze tecniche da fare invidia a studiosi professionisti. Geologia, pneumatica, idraulica, dinamica dei liquidi. “Installando le attrezzature in loco dobbiamo avere conoscenze precise”, spiega Mauro Roderi. “I nostri concorrenti sono le grandi multinazionali – aggiunge il padre Giuseppe – Per rimanere a galla puntiamo su prodotti di nicchia”.

Come l'allargatore più grande del mondo (il diametro di 82 pollici) fatto costruire su misura dalla Magadrill presso un produttore americano per soddisfare un cliente “che non sapeva dove sbattere la testa”.

“Normalmente il grosso del lavoro è sul mare Adriatico (le piattaforme) e nel sud Italia”, spiega il 67enne. In Basilicata c'è il principale giacimento petrolifero, dove si estraggono 100mila barili al giorno, il 5% del fabbisogno del nostro Paese. Purtroppo i lavori vengono spesso bloccati a causa di proteste locali ingiustificate e dalla mancanza di autorizzazioni da parte delle amministrazioni locali.

“L'ultimo anno abbiamo avuto un calo del 35%”, calcola Roderi. Che sfata luoghi comuni e se la prende con un certo ambientalismo, ideologico e disinformato: “Oggi le tecnologie del settore sono all'avanguardia, l'impatto ambientale della nostra attività è praticamente nullo. Pensi che utilizziamo solo olii biodegradabili, ricicliamo le acque di lavaggio e, dal punto di vista energetico, siamo completamente autonomi grazie ai pannelli fotovoltaici”.

E le piattaforme petrolifere? “Sa che la biodiversità marina è più abbondante nei pressi delle piattaforme? Lì c'è divieto di pesca e navigazione”.

Non ci dirà che è un habitat protetto. “Invece è proprio così”, risponde sorridendo. “Sì, lo so – aggiunge - E' un vero paradosso”. 

Marco Vittorini

30/09/2012
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