Consiglio comunale a Casalmaggiore. Sì alla diretta streaming. Piano emergenza: tutti i rischi. Gronda: via al secondo lotto, ma le spese aumentano. Silla: "Così più controllo"

CASALMAGGIORE - Oltre due ore di Consiglio Comunale. Un'assemblea che ha visto, in principio, lo sdoganamento dello streaming. Sarà permesso riprendere. Ma solo a patto di conoscere chi trasmetterà le riprese. E dove.

A sollevare la questione il capogruppo di Casalmaggiore per le Libertà Orlando Ferroni che, con un colpo di teatro, ha chiesto il permesso di ripresa delle sedute. Il Movimento 5 Stelle aveva sollevato la questione tre settimane fa. Ma il gruppo di ui Ferroni fa parte si sta attrezzando per trasmettere le sedute in tempo reale. L'amministrazione si è detta daccordo con la proposta, ma, su sollecitazione dei consiglieri di maggioranza Pierluigi Pasotto e Claudio Cerati, solo se potrà conoscere in anticipo chi trasmetterà le immagini e dove. Non una preclusione, ma una garanzia. L'M5S, presente in Consiglio dai banchi del pubblico, ha preso atto dell'approvazione del sindaco. Il rappresentate del movimento di Grillo ha anche verificato l'esistenza del segnale. Già dalle prossime riunioni dovrebbe essere possibile la visione del Consiglio direttamente dal proprio computer di casa.

Il consigliere della Lega Alberto Contini ha dato, nei giorni scorsi, le dimissioni. Assente nelle ultime sedute ed impegnato, con la propria professione a Milano, ha inviato una mail certificata con la quale dichiarava la propria scelta. "Ne prendiamo atto - ha spiegato il presidente del consiglio Calogero Tascarella - ma le dimissioni vanno ratificate di persona per essere esecutive. Quando ci sarà quest'atto formale, tempo dieci giorni, il Consiglio si riunirà per prenderne atto e per ratificare l'ingresso del nuovo Consigliere".

TRASPARENZA 
Altro tema affrontato. La trasparenza. L'Anci, così è stato spiegato dalla Giunta, ha chiarito che tutti gli atti non devono essere pubblici. Come applicare la direttiva sarà compito dell'amministrazione che non possiede, al momento, nel proprio sito web, una piattaforma in grado di rendere meno accessibile parte della documentazione. Il Consiglio ha preso atto della spiegazione del segretario Comunale, rimandando a data da destinarsi l'applicazione della normativa. Rimandata pure l'approvazione, per questioni tecniche, del Piano di Prevenzione della Corruzione.

PIANO EMERGENZA COMUNALE 
La previsione del rischio. Gli eventi più prevedibili (esondazioni, rischio industriale) e quelli meno prevedibili (terremoti) sono stati al centro della relazione tecnica dell'ingegner Bontempi che ha spiegato a grandi linee il Piano d'Intervento nei casi di Emergenza. Un'obbligo imposto per legge e per il quale la Regione Lombardia ha dato il suo contributo per la realizzazione. Due gli aspetti critici per il territorio.

Il Po e la presenza sul territorio di un'industria come l'Azotal. Per quanto riguarda il fiume Bontempi ha ricordato che sono quindici le persone che vivono in golena e che per loro è previsto un piano d'evacuazione nei minimi dettagli. Per quanto riguarda la presenza dell'Azotal si è ricordato che l'azienda già dispone di piani d'emergenza ben circostanziati: "Anche se - ha spiegato il tecnico - la fortuna del Casalasco è che l'azienda è relativamente lontana dal Centro abitato". Per quanto riguarda il piano "si è trattato di pianificare a bocce ferme uno scenario che può verificarsi. Non solo gli scenari che riguardano il Po o il rischio industriale, ma anche queli di un possibile sversamento di sostanze nocive nel terreno, visti i passaggi di mezzi pesanti e container che trasportano sostanze pericolose. In merito al trasporto ferroviario, le ferrovie hanno già i loro piani d'emergenza. Per quanto riguarda il tessuto stradale, si è provveduto a redigere un piano d'intervento adeguato".

Il consigliere di minoranza Orlando Ferroni ha introdotto il tema del rischio sismico: "Il Casalasco - ha ricordato il tecnico - è inserito in zona quattro anche se l'ultima mappatura risale al 2003. Vuol dire che il rischio è minimo. E' pur vero che anche l'Emilia, prima del sisma, era considerata zona a rischio non elevato, per cui dovranno essere fatti studi più approfonditi. Alcuni geologi parlano di classificazione inadeguata, ma i piani vengono fatti sui dati reali ed ogettivi".

Presa in esame anche la possibilità una piena che travalichi i confini della golena scavalcando l'argine maestro: "E' un'eventualità catastrofica, per la quale i Comuni potrebbero fare ben poco, infatti i piani d'emergenza in questo caso non interessano gli ambiti comunali ma vengono fatti a livello provinciale e regionale. Sarebbe difficile infatti gestire l'emergenza: basti pensare alla rete viaria, del tutto inutilizzabile". L'assessore Pasotto ha parlato dell'emergenza legata al patrimonio architettonico e alle norme antisismiche delle costruzioni. Il tecnico ha spiegato che non esistono studi in tal senso poiché non sono necessari.

Sempre Ferroni ha chiesto lumi sulla rete idrica minore. "Gli agricoltori - ha spiegato - tendono a ridurre sempre di più le dimensioni dei fossi. Basta poca acqua - come verificatosi a Valle di Casalbellotto non troppo tempo fa per far esondare i fossi. Di chi è la responsabilità del mancato controllo? I Comuni ed i Consorzi si passano la palla. La verità è che manca un vero e proprio controllo sul territorio in questo senso".

Bontempi ha convenuto che quello della rete idrica minore è un problema e non di poco conto. "Il problema - ha concluso  Ferroni - è che le regole ci sarebbero pure, ma non vengono fatte rispettare". Al termine il piano è stato approvato all'unanimità. Il sindaco, l'assessore Pasotto ed il presidente del Consiglio Tascarella hanno ringraziato la Protezione Civile che ha dato una grossa mano per la realizzazione del piano.

GRONDA NORD
Ratificato l'operazione. Il Comune di Casalmaggiore cede 6.595 metri quadri di strada per la realizzazione del secondo lotto della Gronda e ne acquisisce 25.178 di strade di accesso ai fondi dalla Provincia di Mantova. L'Assessore ai lavori Pubblici Tiziano Ronda ha spiegato che "i lavori sono già stati appaltati. Purtroppo la prima ditta che aveva vinto l'appalto della Provincia di Mantova vi ha rinunciato".

Filippo Bongiovanni della Lega Nord ha parlato in maniera polemica dei tempi biblici della realizzazione di questo lotto. "Ricordo nel 2009 Camocardi a Casalmaggiore che diceva a gran voce che il secondo lotto che dipendeva dalla Provincia di Mantova sarebbe stato costruito in breve tempo. Siamo al 2013 e non esiste ancora alcuna tempistica. L'Amministrazione Provinciale di Cremona ha già dato il suo contributo dal 2009, il Comune di Casalmaggiore i suoi 500 mila euro. E ancora non si parte. Una situazione vergognosa".

Il sindaco ha spiegato che l'appalto era già stato assegnato e poi, per il rifiuto della ditta, si è aperta la trattativa con la seconda ditta in graduatoria. Anche sull'acquisizione delle strade e relativi costi di gestione, la minoranza ha avnzato perplessità. Ma è stata zittita dal sindaco Claudio Silla: "So che le spese aumentano, meglio però avere il controllo di strade importanti piuttosto che essere tagliati fuori".

nc

26/03/2013
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